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Quanto investire in borsa?

quanto investire

Tra i primi quesiti che si pone un neofita dell’investimento borsistico c’è sicuramente quanto investire. In realtà, non soltanto non esiste una risposta valida per tutti ma il come e il quanto investire sono questioni strettamente correlate tra loro.
Difatti, in base all’ammontare di denaro disponibile sono possibili e praticabili specifici tipi di investimento. Un altro fattore importante è il tempo, cioè l’arco temporale per il quale il denaro rimane investito e non serve per far esigenze tipiche come ad esempio, l’acquisto di una casa o le spese universitarie.

Come calcolare quanto investire.

La prima domanda che si deve porre chi vuole investire in borsa è di quale cifra può realisticamente disporre. Si è in grado di investire 10.000 euro in unica solita soluzione o magari 100 euro mese dopo mese attraverso un Piano di accumulo?

Per capirlo, partiamo dal presupposto che non si deve mai investire l’intero capitale di cui si dispone o intaccare quello che serve per le spese vive di vitto e alloggio e per la vita familiare. Per calcolare quanto investire in borsa o, a maggiore ragione in investimenti come i conti deposito che prevedono precisi vincoli temporali,  si potrebbe partire dal ammontare detenuto sul conto corrente, sottrarre le spese mensili correnti (comprensive di spese per la casa, eventuali mutui, assicurazioni, ecc.) e aggiungere eventuali entrate che potrebbero sopraggiungere nell’arco di tempo considerato.

Ne deriva una cifra che rappresenta solo un valore di riferimento ma è pur sempre un punto di partenza indicativo, utile ad esempio a capire non solo quanto investire ma anche se si può diversificare, quindi decidere quanto investire in uno strumento finanziario e quanto in un altro magari con una rischiosità inferiore.

Investire in borsa comporta sempre una certa dose di rischio, meglio quindi avere dei piani precisi o per meglio dire delle strategie che permettano di investire in modo consapevole e razionale.

Quanto investire per estinguere il muto di casa.

m A questo punto, l’investitore deve fare una disamina delle spese future che prevede di dover sostenere in tale arco di tempo e valutare gli obiettivi finanziari che si vorrebbero conseguire (ad esempio estinguere il mutuo dell’abitazione o ottenere un’integrazione del suo reddito mensile).
La previsione delle spese future serve a comprendere quale sia il tempo di cui l’investitore dispone se vuole investire in borsa. Un’opportuna valutazione potrebbe, sempre ad esempio, mettere in luce che entro i successivi 3 anni gli occorreranno 2000 euro per le spese universitarie di un figlio.

  1. Quanto investire. Sulla base della nostra cifra iniziale di 6.000 euro disponibili, 2.000 possono essere impegnati, dal nostro investitore, soltanto per 3 anni o meno. Pertanto, 2.000 euro devono essere impiegati più a breve termine magari con un conto deposito, mentre i restanti 4.000 euro possono essere utilizzati per investire in borsa nel medio-lungo periodo (5 anni).
  2. Come investire. A questo punto, si possono individuare gli strumenti finanziari più idonei alle proprie caratteristiche (età, propensione al rischio, patrimonio.  Gli investimenti devono essere concepiti come un abito tagliato su misura per uno specifico cliente e, come un abito, devono rispondere a due quesiti fondamentali ovvero la cifra di cui il cliente dispone e l’uso dell’abito stesso, cioè a cosa deve servire. In realtà, gli impieghi del denaro disponibile variano anche in relazione all’ammontare. Difatti, per importi consistenti è disponibile un maggior numero di strumenti finanziari anche se oggi bastano 100 euro al mese per investire in borsa, ottenendo nel lungo termine buoni rendimenti.
  3. Valutare la propria propensione al rischio. Per decidere quanto investire bisogna valutare anche la propensione al rischio dell’investitore. Sul mercato borsistico esistono numerosissimi strumenti potenzialmente utilizzabili ma che si caratterizzano per diversi profili di rischio. Prima di investire in borsa è sempre opportuno valutare la propensione al rischio, tramite il questionario Mifid e non solo. Ciascuno di noi è più o meno in grado di sopportare eventuali perdite di denaro ed è bene tenere sempre in considerazione quest’aspetto.
  4. Calcolare i costi dell’investimento. Quando si valutano i possibili investimenti a disposizione bisogna stimarne anche i costi. Alcune attività di investimento sul mercato borsistico, difatti, comportano costi più o meno elevati dovuti soprattutto alla presenza di intermediari.  Inoltre, esistono delle limitazioni anche se si volessero effettuare direttamente, attraverso il proprio computer, le operazioni di compravendita. Difatti, sui più importanti mercati azionari, quali il NASDAQ, il FTSMib, il Dow Jones ecc., per investire in borsa esiste un lotto minimo per l’acquisto dei titoli (variabile a seconda del titolo). Tale vincolo rende necessario disporre di un capitale di almeno alcune migliaia di euro per poter effettuare questo tipo di investimento.

Attualmente, con i nuovi strumenti finanziari disponibili sul mercato, è possibile anche investire in borsa disponendo di un ammontare molto limitato di denaro. Oggi grazie alla tecnologia la filiera che vedeva prima coinvolti diversi attori è stata ridotta e si può investire piccole somme senza doversi scontrare con costi eccessivi e la scarsa trasparenza di banche e altri enti. Il fintech ha migliorato di molto i servizi soprattutto per i piccoli investitori.

Le insidie del trading.

È necessario essere consapevoli che non vi sono attività che consentono di ottenere guadagni senza compiere alcuno sforzo. Il trading online ad esempio richiede, per essere produttivo, che l’investitore abbia ampie competenze,  ci dedichi del tempo (almeno qualche ora al giorno) e ci metta dell’impegno, oltre che, naturalmente, il denaro. Oltre a decidere quanto investire bisogna dunque valutare a chi rivolgersi o se rischiare con il fai da te.

Serve conoscere il mercato e i suoi meccanismi di funzionamento, e non si tratta solo di “quanto investire” ma anche di essere in grado di monitorare l’investimento, e correre ai ripari se necessario.
La prima cosa che il neofita del trading deve fare è valutare la possibilità di incorrere in perdite.
Per valutare l’importo da investire ci si può servire del calcolo fatto in precedenza, destinando quindi, di quella cifra, una frazione al trading e mettendo un’altra parte su investimenti a reddito fisso (ad esempio, titoli di Stato).  In tal modo, si diversifica l’investimento riducendo il rischio complessivo.
Il trading online, coma abbiamo già detto, richiede da parte di chi investe preparazione e tempo da dedicare e data la normale dinamicità dei mercati è sconsigliabile.

La preparazione si può acquisire attraverso i numerosi strumenti di formazione sul trading ma sarà sufficiente? Una buona formazione dovrebbe includere una parte dedicata alla finanza comportamentale, disciplina che prende in esame i comportamenti degli investitori ed è utile per apprendere a gestire l’emotività prima e nel corso della durata dell’investimento.
Un’adeguata preparazione può certo aiutare ma difficilmente sarà sufficiente per metterci al riparo dalla sorprese.

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