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Investire sicuro: i segreti della finanza comportamentale

Ogni individuo vuole investire sicuro di compiere scelte appropriate e razionali.

La finanza comportamentale è una disciplina piuttosto recente, nata con l’intento di esaminare e interpretare le azioni e le motivazioni di investitori, sia professionisti che non, e dei mercati finanziari. La conoscenza del comportamento degli attori dei mercati borsistici può evitare di commettere errori soprattutto a chi inizia a investire in borsa, in quanto la disciplina esamina, oltre ai comportamenti sbagliati, le possibili soluzioni a questi ultimi.

La finanza comportamentale può dare, effettivamente, un valido aiuto per implementare la tutela degli investitori, in particolare a chi inizia a investire in borsa e, soprattutto, a chi vuole investire sicuro delle proprie scelte, non in balia dell’ emotività.

Errori e tranelli dell’emotività.

Se affiancata alla teoria classica economica che indica in maniera organica come un individuo può ottimizzare le proprie scelte per trarre la massima soddisfazione, la finanza comportamentale riesce a fornire gli strumenti per quantificare la perdita, in termini di benessere, dovuta agli errori, nonché identificare i comportamenti che più si avvicinano a quelli ottimali.
Nelle scelte che riguardano gli investimenti, nella realtà un individuo non si comporta sempre da essere razionale ed onnisciente, potendo compiere degli sbagli, causati dall’uso di regole che semplificano l’assunzione di decisioni complesse. Chi vuole investire sicuro di evitare errori deve imparare come questi intervengono nel processo decisionale.

Gli errori, tecnicamente denominati bias, comuni alla maggior parte delle persone, sono:

  1.  errori cognitivi;
  2. errori emozionali.

Si tratta in realtà, più che di comportamenti, di pregiudizi che predispongono all’errore, presenti prima della valutazione e del giudizio. I due pregiudizi più rilevanti, secondo la finanza comportamentale, sono l’iper-ottimismo e la sicurezza eccessiva, vere bestie nere per chi vuole investire sicuro di fare scelte razionali.

L’iper-ottimismo e l’errore di conferma degli investitori.

L’iper-ottimismo è un atteggiamento positivo che si fonda sulla percezione del mondo esterno. L’eccessiva sicurezza, invece, è un atteggiamento correlato con l’immagine che l’individuo ha di sé e con la considerazione delle proprie conoscenze e capacità. L’individuo, in sostanza, ritiene di sapere più di quanto, in realtà, non sappia, e di avere capacità maggiori di quante ne abbia realmente. In genere, non sono gli incapaci ad avere questo tipo di atteggiamento, ma proprio gli individui più dotati e ambiziosi.

Non sempre è un problema di vanità, talvolta gli individui che hanno un’eccessiva sicurezza si illudono di avere il controllo della situazione, cioè ritengono di avere padronanza su fenomeni nella realtà del tutto fuori controllo come, ad esempio, l’andamento dei mercati borsistici.

Tale atteggiamento può essere rafforzato dal cd. errore di conferma, quello che spinge un individuo ad attribuire un rilievo eccessivo a dati e informazioni che confermano le sue personali convinzioni in materia o, viceversa, a sottostimare o non prendere in considerazione dati e informazioni in contraddizione con il punto di vista dell’individuo stesso.

Ma l’investimento sicuro esiste?

Impossibile parlare di investimento sicuro, sia per via dei mercati che dei possibili errori che possiamo compiere inconsapevolmente.

Vi sono infatti degli errori che possono intervenire anche in seguito alla decisione presa in merito ad una sottoscrizione.

In questa fase, gli errori tipici sono due, ovvero:

  1. errori di attribuzione;
  2. errori del “senno di poi”.

Gli errori di attribuzione sono quelli per cui ogni individuo ha la tendenza a dare la responsabilità a terzi per eventuali errori di scelta, mentre, viceversa, si compiace con se stesso per le decisioni dal buon esito. Gli errore definiti del “senno di poi”, invece, riguardano la tendenza a ritenere, a posteriori, che l’esito di un certo evento fosse prevedibile e scontato nel momento della decisione sebbene, in realtà, tale esito fosse individuabile soltanto a posteriori. Spesso un individuo inizia a investire sicuro di esiti in realtà per nulla certi.

Nel processo di decisione anche gli errori emozionali sono fortemente rilevanti, particolarmente per chi si accinge a investire in borsa per la prima volta.

Una delle emozioni di maggiore forza è costituita dal rimpianto, ovvero il disagio provocato dalla consapevolezza di aver compiuto una scelta errata. Il rimpianto, in genere, si prova ex-post. Ex-ante può agire un’emozione simile al rimpianto, ovvero la paura di assumere una decisione non corretta, rimpiangendola successivamente. Segue quindi, come intensità, il rammarico, che interviene quando non si è presa una decisione rivelatasi poi corretta.

La finanza comportamentale, tra gli errori emotivi, riconosce agli individui la cd. avversione alla perdita certa. In pratica, se si traccia di scegliere tra fare il lancio di una moneta, in cui se esce testa un individuo vince 1.000 euro, ma se esce croce non vince nulla, oppure ricevere la somma di 500 euro, senza impegnarsi in alcun gioco rischioso, la maggior parte degli individui sceglie questa seconda opzione. In sostanza, le persone preferiscono l’esito certo piuttosto che quello aleatorio. Ciò accade anche a chi vuole investire in borsa e spiega perché un individuo vuole investire sicuro il più possibile dell’esito delle sue scelte.

La teoria del prospetto.

Per quanto riguarda la propensione al rischio, invece, la finanza comportamentale ne riconosce un carattere di variabilità. La teoria economica classica sostiene che l’atteggiamento di un individuo nei riguardi del rischio sia stabile nel tempo, qualunque esso sia (positivo, negativo o neutro). La finanza comportamentale, invece, sostiene che l’atteggiamento verso il rischio è differente se la valutazione interessa guadagni possibili oppure se riguarda perdite potenziali.

Questa affermazione fa parte della cd.teoria del prospetto che in finanza comportamentale illustra come, nella vita reale, gli individui non seguano comportamenti razionali. Ad esempio, gli individui in genere attribuiscono agli eventi di esito certo un peso eccessivo, per cui un evento considerato certo genera un impatto psicologico più grande rispetto a un evento ritenuto soltanto probabile.

La teoria del prospetto è particolarmente utile a chi vuole investire sicuro di non lasciarsi condizionare da atteggiamenti potenzialmente nocivi.
Dall’avversione alla perdita certa e dalla considerazione del rischio come variabile deriva che il rischio si configura con diverse dimensioni, tra i quali la volatilità dei rendimenti e la probabilità di perdere.

Le rappresentazioni del rischio, comunque, in genere possono dare solamente una visione parziale della percezione del rischio per gli individui. Questo è vero per gli investitori non professionisti ma anche per quelli professionisti , benché questi ultimi ne abbiano un’idea più articolata.

Effetti di framing che influenzano le decisioni.

La teoria del prospetto attribuisce agli effetti di framing un assoluto rilievo. Il framing rappresenta come viene interpretato un problema decisionale. In pratica, le modalità con cui si presenta una questione influenza le scelte in materia fatte degli individui. Soprattutto, chi pone la questione può influenzare chi, invece, la deve risolvere, manipolandone le scelte attraverso un’opportuna presentazione del problema.

Ciò vale per le notizie date dai media ma anche, in finanza, per la comunicazione relativa alla vendita di prodotti e servizi finanziari offerti a chi vuole investire in borsa.

Gli strumenti classici di manipolazione sono il linguaggio e l’enfasi nella descrizione o nel focalizzare l’attenzione dei destinatari del messaggio su specifici aspetti, non sempre rilevanti, magari modificando solamente l’ordine di presentazione.
In definitiva, per chi inizia a investire in borsa si suggerisce di aggiungere, alla sua preparazione, la finanza comportamentale. In tal modo potrà investire sicuro di compiere, o almeno aumentare, le azioni basate su considerazioni razionali e non emotive.

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