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Investire in borsa con gli ETF

ETF

Gli Exchange-Traded Funds (acronimo ETF) sono strumenti finanziari di investimento collettivo rappresentativi di panieri di titoli che riproducono gli indici di borsa.

In forza della loro rappresentatività, sono quotati in borsa, come le azioni. Come gli indici di riferimento, che riproducono fedelmente nella composizione e nel peso percentuale dei titoli, possono essere riferiti a uno specifico settore (ad esempio, high-tech, automotive, ecc.) oppure a aree geografiche o a paesi (ad esempio, titoli dell’area brasiliana o coreana, ecc.).

Investire in borsa ma … senza rischiare troppo.

Gli ETF hanno delle caratteristiche in comune con le azioni in quanto come queste ultime possono essere negoziate sul mercato borsistico, anche durante la stessa giornata, a prezzi noti.
Gli ETF sono particolarmente accessibili al pubblico dei piccoli risparmiatori che vuole investire in borsa poiché il quantitativo minimo negoziabile è un’ azione/quota, quindi, grazie agli ETF si può investire in borsa con soli 100 euro.
Gli ETF sono degli strumenti dell’utilizzo ampiamente flessibile, mostrandosi idonei anche per le strategie di investimento dei grandi capitali, come quelli degli investitori istituzionali.

Investire in EFT permette, infine, di avviare strategie speculative sia a breve o brevissimo periodo, che a medio e lungo termine lucrando sulla differenza tra i prezzi di acquisto e quello di vendita. Va notato che investire in ETF può implicare il beneficio della riscossione periodica di dividendi e rendite provenienti dai titoli in portafoglio.
Poiché questi strumenti finanziari sono costituiti da panieri di titoli, per investire in borsa i gestori non hanno necessità di selezionare i titoli da inserire nel portafoglio, in quanto si limitano a “copiare” la composizione dell’indice benchmark.

In pratica, se si vuole investire in ETF si deve comprendere che, in realtà, si sta scegliendo non soltanto un prodotto finanziario ma anche uno specifico tipo di investimento. Ad esempio, esistono ETF azionari, che hanno in portafoglio azioni incluse in particolari indici, ETF di tipo obbligazionario legati a indici obbligazionari, ecc.
Nella famiglia degli ETF vi sono anche gli ETF cd. strutturati, strumenti finanziari particolarmente innovativi, la cui funzione non è la replica di un benchmark ma, attraverso opportune strategie di investimento, quella di un’assunzione di posizione su di un mercato per mezzo di effetti leva o scommesse sui ribassi (sia con leva che senza).
L’ampia varietà di ETF sul mercato va davvero a soddisfare le esigenze di tutti i tipi di risparmiatori che vogliono investire in borsa.

Quanto costa investire in ETF.

Investire in ETF comporta tra le spese più basse sul mercato degli strumenti finanziari. Gli ETF, difatti, non hanno alcuna commissione né di entrata né di uscita, a differenza, invece, dei normali fondi comuni d’investimento.
Esistono, a carico degli investitori, delle commissioni di acquisto dovute non al gestore, ma all’intermediario dell’investimento, generalmente l’istituto bancario. Tali commissioni variano tra le diverse banche, talvolta anche in relazione ad ogni cliente. In generale, ammontano all’incirca a una percentuale dello 0,50%. Non sono previste commissioni di performance a carico di chi investe.

Spese di gestione degli ETF.

Le spese di gestione sono molto più contenute di quelle tipiche dei fondi comuni d’investimento e variano a seconda della tipologia di asset e incidono in base al periodo di permanenza nell’ETF. Il gestore trattiene quotidianamente la relativa percentuale dal valore della quota.

Le spese di gestione possono variare mediamente, in un ETF azionario, dal 0,15% allo 0,60%. Per contro in un fondo comune azionario le spese di gestione possono andare dall’1,5% al 2,5%, valori sensibilmente più alti.

Ricordiamo che tale differenza dipende dal fatto che la gestione passiva degli ETF è molto meno costosa di quella attiva dei fondi comuni. Le operazioni d’investimento avvengono tramite procedure automatizzate, che prevedendo tuttavia analisi sui titoli tali da determinare poi l’eventuale costruzione di un portafoglio diversificato. Anche le operazioni di compravendita di titoli, negli ETF, sono limitate rispetto a quelle che vengono effettuate dai gestori di fondi comuni.

Per tali motivi investire in borsa attraverso gli ETF è davvero poco costoso.

I vantaggi per chi sceglie di investire in ETF.

Investire in ETF procura agli investitori diversi vantaggi. Il vantaggio più evidente è sicuramente la riduzione del rischio. Difatti, chi scegli di investire in borsa attraverso gli ETF va a puntare su indici di mercato che, contenendo un’ampia varietà di titoli, consentono la diversificazione dell’investimento e, di conseguenza, una distribuzione del rischio sui vari asset che limita il rischio complessivo.
L’investimento in ETF, inoltre, permette agli investitori, con un’unica operazione, di investire in borsa prendendo posizione in un settore produttivo o una particolare area geografica. Tutto ciò sapendo che il rendimento sarà molto vicino a quello dell’indice di riferimento dell’ETF.

Ancora, gli ETF danno la possibilità, ai piccoli risparmiatori che vogliono investire in borsa, di entrare in mercati finanziari fino a pochissimi anni fa assolutamente preclusi ad essi, non soltanto per la complessità delle operazioni di investimento ma anche dal punto di vista normativo. Ad esempio, vi sono ETF che investono sulle materie prime, mercato assolutamente vergine per le famiglie e gli investitori dotati di piccoli capitali (anche se gli ETF italiani ancora non danno ai risparmiatori questa possibilità).
Inoltre, è possibile prendere posizione in indici e aree geografiche anche poco conosciute, ad esempio investire sull’indice della borsa coreana o cinese.
Per quanto riguarda i rischi, il rischio di insolvenza è escluso, allo stesso modo dei fondi comuni, in quanto le società fondatrici e i gestori, che potrebbero risultare insolventi, hanno il patrimonio separato dal patrimonio degli ETF quotati nel mercato borsistico italiano.
Va notato, infine, l’ulteriore vantaggio degli ETF di consentire in ogni momento l’entrata e l’uscita ai risparmiatori, ovvero è sempre possibile investire in ETF o disinvestire.

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