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Dove investire in borsa di questi tempi

dove investire

Le turbolenze internazionali degli ultimi anni hanno impattato con forza sui mercati borsistici, modificando profondamente la natura dei rischi e anche il concetto di “certezza” del mercato obbligazionario, che rende sempre più complesso decidere dove investire in borsa.

Il mondo delle obbligazioni, sia societarie che governative, è sempre stato il rifugio delle famiglie, l’investimento “sicuro” per eccellenza. Oggi anche in questo ambito i risparmiatori devono fare molta attenzione. Soprattutto, devono valutare attentamente dove investire in borsa, perché tra le obbligazioni quelle dei paesi Emergenti e quelle denominate “high yeld” impongono una certa cautela.

Variabili da valutare per capire dove investire.

In generale, sui vari asset oggi gravano una serie di variabili di rischio che in passato non esistevano oppure erano meno incisive. Per contro, sono aumentate anche le variabili di profitto. Di conseguenza, investire in borsa attualmente appare un’attività che richiede una preparazione e un intuito maggiori che nel passato.
Tutto ciò ha modificato anche i principi di diversificazione, fondamentali quando si deve scegliere dove investire in borsa.

Ricordiamo che diversificare è sempre stata una regola indispensabile: frazionando l’importo da investire su diversi asset, difatti, si diversifica l’investimento riducendo il relativo rischio complessivo legato all’investire in borsa.
Si definisce asset allocation l’articolazione di un portafoglio che tiene conto della necessità di diversificare gli investimenti.

Per asset class si intende un insieme di strumenti finanziari (ad esempio, azioni EU, azioni USA, titoli governativi, obbligazioni internazionali governative, mercati Emergenti, Corporate ecc.). Per tale motivo ogni asset class è per sua natura diversificato.
Scegliendo dove investire in borsa, se si diversifica per mezzo di differenti strumenti, si può ottenere una diversificazione “amplificata”. I vari strumenti impiegati in un portafoglio si caratterizzano per rischi e rendimenti differenti.

Basso rischio e rendimento minimo.

Tra le asset class a più basso rischio per investire in borsa vi sono i titoli di stato. Difatti si tratta di titoli relativamente “sicuri”, in quanto è piuttosto improbabile che stati dalla lunga storia come la Francia, l’Italia o la Germania falliscano e non possano ripagare i loro debitori. Poiché si tratta di titoli obbligazionari, fino alla scadenza il valore nominale del titolo, cioè il capitale investito, resta immutato, pertanto ai risparmiatori verranno restituite le medesime cifre investite, mentre gli stessi avranno riscosso l’interesse attraverso cedole periodiche.
Con un profilo di rischio un po’ più elevato si può investire in borsa inserendo in portafoglio alcuni “corporate bond” di alta qualità (ovvero obbligazioni emesse da società solide e di buona affidabilità) , che consentono l’incremento del rendimento atteso. I bond sono caratterizzati da un rischio relativamente più alto in confronto ai titoli di stato in quanto vengono emessi da imprese o enti privati, che hanno maggiori probabilità di fallimento rispetto a un imprese o enti pubblici. Anche chi è decisamente avverso al rischio può trovare dove investire in borsa.
Con un profilo di rischio decisamente più elevato vi sono le azioni dell’area euro. Ci si limita, in questo esempio, all’area euro per non aggiungere l’ulteriore rischio dato dal cambio tra le valute. Le azioni si caratterizzano per prezzi più volatili rispetto ai prezzi delle obbligazioni, pertanto sono più rischiosi, benché più remunerativi, principalmente a lungo termine.

Gli ETF per ottenere tutto al prezzo di uno.

Per investire in borsa e, in particolare, in una molteplicità di asset class, la scelta più semplice è quella di acquistare quote di diversi Exchange Traded Funds, acronimo ETF, uno strumento che, ha natura di paniere di titoli contenente in genere una asset class. Gli ETF si caratterizzano perché ricalcano fedelmente composizione e pesi dei titoli inclusi in uno specifico indice benchmark, ovvero un indice di mercato avente carattere settoriale, azionario, obbligazionario, geografico. Si tratta degli strumenti più semplici ed economici dove investire in borsa, davvero alla portata di tutti.
Gli indici settoriali fanno riferimento a uno specifico settore industriale (come, ad esempio, auto motive, Hi Tech, agroalimentare, farmaceutico, bancario, ecc. ). Gli indici azionari contengono, invece, naturalmente azioni. Tuttavia essi possono essere anche geograficamente caratterizzati, ad esempio su indici azionari relativi a Stati o aree geografiche (come Italia, Svizzera, Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, ecc.); Un’ulteriore tipizzazione riguarda gli indici azionari dei cd. paesi Emergenti (India, Cina, Russia, Brasile, Corea, ecc.).
Per chi non sa decidere dove investire in borsa vi sono, inoltre, indici azionari che contengono una selezione dei migliori asset, ovvero i “campioni” della categoria. Ad esempio, l’ETF S&P500 contiene le 500 azioni denominate Standard & Poor di Wall Street, l’ETF MIBTEL 30 ha, invece, in portafoglio i 30 migliori titoli del MIBTEL 30, l’ETF NASDAQ-100 si riferisce ai 100 titoli dell’indice NASDAQ, ecc.
Gli indici obbligazionari contengono, invece, titoli di stato in diverse valute, tra cui euro, dollari, sterline, yen, e titoli obbligazionari emessi da aziende sia dell’area euro che esterne all’area euro. Gli indici denominati “Emerging Markets Bond”, in particolare, contengono titoli sovrani emessi da economie Emergenti, sia in valuta locale che convertita in divise forti quali il dollaro USA o l’euro.
Altri indici si riferiscono a capitale di private equity, a imprese immobiliari e a materie prime.
Vi sono poi degli indici i cui titoli sono in qualche modo “trattati” per renderli più sicuri.

Gli indici corporate contengono obbligazioni emesse da imprese private. Dopo gli indici sui titoli di stato, sono gli indici obbligazionari più trattati per volumi di investimento. Soprattutto, questi indici includono obbligazioni emesse da imprese industriali o del settore cd. Public Utilities, e, nello specifico, dalle aziende che si caratterizzano per livelli di liquidità più elevati. In periodi particolarmente turbolenti dal punto di vista finanziario, dall’indice vengono escluse le aziende del settore finanziario, in modo da non ripetere, per mezzo degli investimenti in ETF, le stesse situazioni di instabilità che contraddistinguono i relativi soggetti finanziari.
Gli Indici denominati indici covered bond, invece, funzionano con un meccanismo opposto rispetto ai corporate. Difatti si basano su un’ apposita copertura, assicurata da organismi finanziari, che ha funzione di garanzia dei titoli emessi da società i cui rating sono medi o bassi.
Gli indici denominati “inflation linked”, ancora, contengono obbligazioni legate all’andamento dell’inflazione, in modo da assicurare un rendimento reale concreto e soprattutto positivo in rapporto al trend del costo della vita.
Gli indici denominati “High Yield”, infine, includono obbligazioni che mostrano rischi più elevati ma anche rendimenti più interessanti, emessi da aziende che hanno rating più bassi in confronto al livello degli investimenti.
Come abbiamo visto, la varietà degli ETF sul mercato offre un’ampia scelta per scegliere dove investire in borsa. Per ottenere una buona diversificazione, è bene investire in borsa puntando su diversi tipi di ETF. Un portafoglio con pochi ETF ben selezionati ottiene un’elevata diversificazione attraverso una vastissima gamma di strumenti.

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