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Quando conviene investire in borsa

l termine investire in borsa comprende un insieme di attività diverse, aventi caratteristiche operative molto variegate. Per chi vuole comprendere quando conviene investire in borsa, è opportuno evidenziare come alcune di queste attività vengano influenzate dal fattore tempo e come, invece, altre ne siano del tutto svincolate.
Chiariamo quindi, in questo articolo, se esiste davvero un tempo, inteso come momento o arco temporale, in cui effettuare specifiche attività di investimento ha maggiori probabilità di buon esito.

Quando investire in borsa diventa l’interrogativo chiave.

In generale il tempo, inteso come il momento più opportuno per investire in borsa, ha una diversa influenza sulle possibili attività che gli investitori possono porre in essere, in particolare sulle speculazioni a breve o a lungo termine.
In particolare per chi intende investire a lungo termine, soprattutto in titoli azionari, il momento in cui effettuare l’investimento non costituisce un vero problema. Addirittura, se si ritiene valido un investimento azionario e se ne valutano positivamente le possibilità di crescita, i ribassi delle quotazioni possono costituire un’ottima occasione per aumentare il proprio stock di titoli e quindi si può dire che conviene investire in borsa in queste fasi di quotazioni basse, purché si intenda tenere le azioni per un periodo di tempo abbastanza lungo.
Invece chi intende acquistare con l’ottica di vendere a breve termine rischia molto, in quanto non si può prevedere quanto durerà una fase di rialzo o di ribasso, pertanto chi ha tempi limitati di permanenza nell’investimento rischia di acquistare a prezzi più alti di quelli a cui poi venderà, realizzando una perdita.

Diversificazione e Piani di accumulo.

L’investimento attraverso l’acquisto di panieri diversificati di azioni, distribuite a livello mondiale, invece, non soggiace alla necessità di sapere quale sia il momento migliore o peggiore per investire, in quanto tali investimenti sono in genere a lungo termine e possono essere fatti in qualunque momento.
Il tempo può esercitare addirittura un’azione positiva malgrado la presenza di fasi di ribasso, ad esempio quando gli investitori diluiscono i loro acquisti di azioni in un arco di tempo, o avviano piani di accumulo del capitale (PAC). In tali casi, infatti, gli investitori possono beneficiare sulla mediazione sui prezzi di acquisto, in quanto se in alcuni momenti vanno ad acquistare azioni (o quote) dai prezzi in salita, in altri, invece, acquistano con quotazioni in ribasso.

Sia l’esempio dell’investimento azionario che quello dei piani di accumulazione ci fanno comprendere che i ribassi hanno una valenza negativa soltanto in una prospettiva di investimento a breve termine.

Nel lungo periodo, difatti, come confermano anche le evidenze statistiche, l’investimento in azioni, sfruttando al meglio le fasi di ribasso, si è rivelato sempre quello maggiormente redditizio.

Conoscere i meccanismi di trasmissioni dei trend dei prezzi.

Quando sul mercato si verifica un consistente aumento del prezzo di un’azione (o indice) si può creare un’euforia attorno a quest’azione e una corsa all’acquisto con un conseguente effetto traino che spinge le quotazioni ancora più in alto. Quando, invece, scendono fortemente le quotazioni di un’azione o un indice, si può determinare l’effetto opposto, a causa di un’ondata di vendite nata dal panico che fa scendere i prezzi ancora più in basso.

Chi vuole investire in borsa acquistando tali azioni in questo momento si espone al rischio di ulteriori ribassi, ma talvolta per questi investitori questa si rivela una strategia vincente, se la tendenza si inverte e il prezzo risale rapidamente. Per contro, ci sono molti altri investitori che, spinti dal panico, vendono a meno del prezzo di acquisto, perdendo anche ingenti capitali. In questi casi, sia di euforia generale che di panico, bisogna essere attenti a non esporsi eccessivamente.

Ad ogni modo, dal punto di vista teorico esisterebbe un momento in cui conviene investire in borsa, acquistando titoli. Secondo un ragionamento logico, come per qualunque merce, un titolo andrebbe acquistato quando il suo prezzo è basso e si prevede un aumento dello stesso prezzo (market timing). In realtà, però, nessuno può dire se il prezzo del titolo è arrivato al suo minimo storico, cioè non scenderà ulteriormente.
D’altra parte, non si acquista un titolo quando questo si sta rapidamente apprezzando. Per dare un’indicazione, si potrebbe dire che la migliore strategia di investimento, quando cioè conviene investire in borsa, sia quella di acquistare il titolo immediatamente dopo che il suo prezzo ha toccato un “massimo”, quando la quotazione sta di nuovo scendendo.
Chiarito ciò, può essere utile verificare, infine, se vi siano dei momenti dell’anno in cui sul mercato borsistico prevalgono i ribassi sui rialzi, per cercare di stabilire quando conviene investire in borsa.

La stagionalità dei mercati finanziari.

È stato osservato, attraverso appositi studi, che l’andamento degli investimenti ha un carattere stagionale.

In particolare, dall’esame degli andamenti della Borsa di New York e di quella di Milano negli ultimi 15 anni, si è notata una correlazione molto forte delle due borse, che sembrano andare in tandem.
Malgrado l’inizio dell’anno e la primavera siano mesi di tendenze positive, maggio e giugno risultano, i mesi in cui le probabilità di performance positive dei mercati di New York e di Milano sono al di sotto del 50%. Ad agosto, invece, le due borse mostrano probabilità superiori al 60% di realizzare performance positive. Comunque, i momenti migliori sembrano essere, per investire in borsa nelle due piazze, gli ultimi tre mesi dell’anno, tra l’autunno e l’inverno. In tali momenti le probabilità di performance positive salgono a più del 70% nelle due borse.
Tali evidenze, malgrado siano ripetute e marcate per i 15 anni esaminati, hanno un carattere meramente probabilistico, quindi non danno alcuna certezza su quando conviene investire in borsa.

I periodi indicati come “migliori” mettono in risalto, quindi, semplicemente una tendenza al rialzo registrata nella maggior parte delle sedute in un particolare momento dell’anno. Per chi vuole investire in borsa tali indicazioni vanno prese, pertanto, soltanto come indicative di tendenze, non come dati assoluti.
Si può ipotizzare che possa incidere, sotto fine anno, il ruolo dei fondi comuni che investono in misura maggiore, spingendo i prezzi, nel tentativo di allineare le performance realizzate nell’anno con quelle in qualche modo segnalate a chi ha voluto investire in borsa attraverso essi.
I momenti favorevoli di gennaio e marzo, invece, sembrano risentire del generale clima di ottimismo che si accompagna al nuovo anno. In sintesi, nell’anno maggio sembra essere il mese migliore per le borse, mentre luglio sembra essere il mese peggiore.

Ma, ripetiamo, queste non sono indicazioni certe che ci possono dire quando conviene investire in borsa.
Per quanto riguarda i mercati delle opzioni e degli strumenti derivati, invece, è del tutto ininfluente il periodo dell’anno scelto per investire in borsa. Difatti, gli investimenti in tali mercato sono sostanzialmente delle scommesse sugli andamenti dei prezzi dei sottostanti, sia in positivo che in negativo, quindi il carattere del trend non ha alcun rilievo, contando solamente l’aver individuato correttamente il rialzo o il ribasso del prezzo.

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